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:: Breve storia della 'Pet Therapy'...

 

Le prime testimonianze dell’intuizione del beneficio della relazione uomo-animale risalgono alla fine del 1700, anni in cui lo psichiatra inglese William Tuke incoraggia i pazienti malati di mente a prendersi cura di animali.

Nel 1867 a Bielefeld, in Germania, dove le terapie naturali hanno un maggiore sviluppo, vengono introdotti alcuni animali nell’Istituto Bethel per la cura dell’epilessia.

Durante la prima e la seconda guerra mondiale in alcuni ospedali militari vengono utilizzati gli animali per il recupero e la “normalizzazione” dei feriti di guerra che riportano traumi emozionali (es. Pawling: “Army Air Force Convalescent Hospital” - New York).

Negli anni ’50 Samuel Ross realizzò nello stato di New York una delle prime esperienze in cui la relazione con animali domestici assumeva un significato rieducativo. Ragazzi a forte rischio di devianza e di delinquenza venivano inseriti in attività di “fattoria” (cura degli animali). La fattoria non era concepita come luogo di solo lavoro ma piuttosto articolata come un vero e proprio centro educativo con un ruolo importante per il recupero sociale di alcuni ragazzi.

Negli anni ’60 iniziarono le note ricerche condotte da Boris Levinson sull’effetto terapeutico dell’interazione animale-bambino.

Fu grazie ad un episodio casuale (1953) che lo psichiatra infantile intuì le potenzialità co-terapeutiche degli animali. Non avendo avuto il tempo di accompagnare il suo cane fuori dallo studio, si ritrovò a sorprendersi dei benefici della presenza del suo cane su un piccolo paziente autistico. Tali benefici spinsero lo psichiatra ad avviare un periodo di ricerca e di osservazione che lo portò a coniare nel 1961 le prime definizioni di “pet therapy” all’interno del suo lavoro “The Dog as Co-therapist” (Tugnoli, 2003).

Con Levinson, l’animale viene visto per la prima volta come un mediatore di relazioni, un assistente e un facilitatore del rapporto terapeutico (Levinson, 1969).

Da allora la comunità scientifica ha cominciato a considerare il valore della relazione uomo-animale non più per i fini utilitaristici produttivi ma per la valenza socio-relazionale.

Negli anni Settanta Samuel & Elisabeth Corson, due coniugi psichiatri americani, riprendendo le teorie di Levinson, conducono degli studi sull’interazione degli animali con gruppi di pazienti giovani-adulti psichiatrici, refrattari ad altre tipologie di intervento tradizionali. Nella loro sperimentazione i cani vennero introdotti direttamente nelle stanze di ospedale dei pazienti (che trascorrevano a letto la maggior parte del tempo): su 50 casi esaminati si evidenziarono risultati migliorativi in 47 pazienti (aumento del senso di responsabilità, aumento dell’attenzione, aumento di motivazione relazionale).

A partire dagli anni Settanta numerosi studiosi hanno arricchito la letteratura e la ricerca specifica contribuendo a verificare l’utilità del “pet” o “animale da affezione” come co-terapeuta in bambini o adolescenti, adulti e anziani, con o senza problemi mentali e fisici.

Secondo J. Ruckert, gli animali danno sicurezza e favoriscono nei bambini l’espressione dei sentimenti. Per questo l’animale diventa un confidente, soprattutto nei bambini più chiusi (De Palma, 2004).

La Pet Therapy viene applicata e studiata in vari ambiti: in Francia viene applicata con successo da Ange Condoret, nei bambini con gravi difficoltà di linguaggio e di relazione. Nel 1981 negli Stati Uniti viene fondata la “Delta Society”, associazione che studia l’interazione uomo-animale e gli effetti terapeutici legati alla compagnia degli animali (www.deltasociety.org); con Mugford e M’Comisky si osservano la relazione tra animali e persone anziane e sempre negli Stati Uniti Erika Friedmann assieme ai suoi collaboratori studia gli effetti calmanti prodotti dalla vista di un cane tranquillo (diminuzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca nell’osservatore).

In Italia si parla per la prima volta di Pet Therapy nel 1987 all’interno del Convegno Interdisciplinare “Il ruolo degli animali nella società odierna”, tenutosi a Milano.

Dal punto di vista legislativo il 6 febbraio del 2003, con l’avvallo del ministro Sirchia, è stato approvato il Decreto Legislativo che riconosce ufficialmente la Pet Therapy.

 

 

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